19 marzo 2010 COMUNICATO STAMPA SPOPSAM (società professionale operatori in psicologia dello sport e delle attività motorie)
dopo l'intervista del 26 febbraio del presidente del coni Gianni Petrucci, contro i cosiddetti "mental Coach", o se vogliamo motivatori, che stanno rovinando l'immagine della nostra categoria professionale, in questi giorni la stampa nazionale si è interessata del "motivatore" che ha creato un grosso scompenso nella Lazio. Si è parlato di psicologi, ebbene noi psicologi dello sport accreditati da una formazione post-universitaria, affermiamo che non solo gli atleti hanno una testa che non èsolo parte di un corpo a cui si può fare tutto pur di farlo competere e vincere, ma hanno una testa dotata di intelligenza che come per tutti gli esseri umani, in certe situazioni va aiutata a ritrovare ordine. I team, poi, vanno seguiti con molta umiltà rispettando e confrontandosi all'inizio con il CT che per definizione internazionale è e rimane il manager della squadra. Lo psicologo non è un mago da chiamare nei momenti di estrema gravità. Massimo Piscedda ha dichiarato infatti che " La figura di uno psicologo è fondamentale, ma dall'inizio stagione". Tutto questo un proffessionista serio e preparato lo sa e lo attua nell'umiltà e nella riservatezza che la nostra professione richiede. In un team lo psicologo non fa "terapia", ma osserva molto, coglie particolari e li studia, in collaborazione con tutti gli altri esperti dello staff, per dare all'allenatore chiavi di lettura differenziate per poi poter fare il suo lavoro nel migliore modo possibile. E' l'allenatore che ha il vero confronto con gli atleti, che li motiva li prepara in maniera ottimale agonisticamente. Solo se espressamente richiesto lo psicologo può intervenire direttamente sull'atleta con tecniche di mental training. E' il team che vince o che perde e per farlo ci si deve affidare a professionisti seri ed accreditati.
Proff. Diego Polani "Presidente Nazionale SPOPSAM"